Magari le Cose cambiano


MAGARI LE COSE CAMBIANO
di Andrea Segre (2009) 
Italia, documentario, 63 minuti 

 

Con:
Neda Bonardi, Sara Chokri, Lorenzo Bonardi 

 

Soggetto e sceneggiatura:
Andrea Segre

 

Fotografia:
Luca Bigazzi 

 

Musiche:
Piccola Bottega Baltazar, Collettivo Angelo Mai e Slede Zlive Slede 

 

Montaggio:
Luca Manes

 

Sara e Neda, rispettivamente 18 e 50 anni. Una è cresciuta a due passi dal Colosseo, per poi trasferirsi a venti chilometri di distanza, in una casa popolare nella periferia romana, a Ponte di Nona. L’altra in quella periferia ci è nata, ed è una delle poche ragazze che sia riuscita a frequentare un liceo. Quella zona, edificata senza servizi, senza collegamenti e sempre a corto di manutenzione, diventa il punto di partenza di una indagine delle due protagoniste, che tracciano una mappa in cui quelle strade si congiungono ai percorsi di potere, alle giunte di ogni schieramento, ad architetti e urbanisti che non hanno saputo pensare alle persone. Una progettazione che genera divisioni. E dove prima abitavano gli italiani ora sono gli immigrati le vittime delle tensioni scaturite da quei luoghi.

 

Parchi abbandonati, labirinti d’asfalto e panorami di cemento sono al centro di questa indagine che arriva sullo schermo con un nome illustre della fotografia, Luca Bigazzi. «Con Luca – dice il regista –
abbiamo deciso di girare tutto a mano, per dare attraverso una leggera instabilità della riprese l’idea di ansia che dà il luogo. Con un istinto da grande artista, ha costruito geometrie perfette a cercare i vuoti, i cementi, le solitudini, senza congelarle con il cavalletto, ma lasciandole 

 

Andrea Segre 
Dopo qualche anno di lavoro con i cortometraggi, il primo documentario di Andrea Segre arriva nel 1997 e racconta l’olocausto dei Rom durante nazismo e fascismo. La collaborazione con Andrea Bevilacqua e Cristina De Ritis lo porta a realizzare “Berlino 1989-1999: il muro nella testa” e “Pescatori a Chioggia”. A partire dal 2001 si avvicina al documentario d’autore, unito a un’altra passione, la cooperazione internazionale, per una serie di lavori più specifici. Nel 2008 esce “Come un uomo sulla terra”, che racconta i flussi migratori dalla Libia all’Italia e le brutali forme di controllo che lo regolano, mentre nel 2010 realizza “Il sangue verde” sulla situazione dei braccianti africani di Rosarno.