E ora prendetevi una domenica libera, sedetevi e ascoltate
Eccoci qui, a metà del festival. Siete già venuti a trovarci? Se non l’avete fatto, e se per stasera non fate più in tempo, prendetevi una domenica libera.
Domenica, a Rebeccu, significa concerto al tramonto. Sul Belvedere.
Questo, per intenderci.
Ora aggiungeteci un pianoforte. E il sole. E poi togliete la luce, a poco a poco, mentre il sole tramonta sulla piana di Santa Lucia. Più o meno così.
Lei è Rita Marcotulli (pianista meravigliosa, sopraffina, lo sa bene chi c’era l’anno scorso).
Quest’anno al suo posto ci sarà Antonello Salis. Un ciclone, un musicista sanguigno e frenetico, uno che ama giocare con qualunque cosa purché produca un suono a contatto con il pianoforte. Lo vedrete alzarsi, prendere oggetti, sbatterli sulle corde. Lo vedrete suonare e sudare, e rialzarsi e rimettersi a suonare. E dopo la tempesta sentirete quella calma, quella poesia che riesce a produrre con quelle mani che tutto sembrano tranne che le mani di un pianista.
Perché lui non è mica un pianista. È un servitore della musica.
“Perché la musica è un obiettivo, no? Noi siamo al servizio della musica”
Di cose finite in tempo, salite e ricompense
L’arrivo del Festival si avvicina, e qui pensiamo a sistemare le ultime cose e a finire in tempo, in modo che sia tutto pronto per venerdì, quando speriamo di vedervi nella salita che porta dritti dritti dentro quella meraviglia che è la frazione di Rebeccu.
E così vi lasciamo con un pensiero a tutte le cose che, invece, non solo non sono mai state portate a termine, ma restano abbandonate in tanti luoghi d’Italia. Troppi, come vedrete nel documentario di Benoit Felici “Unfinished Italy”, sabato 20 in piazza Santa Giulia.
Ecco, a noi piace pensare che per evitare tutto questo basti un po’ di coscienza e di amore per i luoghi. Ci stiamo provando con Rebeccu, costringendovi a fare curve e salite, sotto il sole di agosto. Però sappiamo che poi sarà il Belvedere a ricompensarvi, perché lo vediamo su ogni singolo volto di chi passa a trovarci. E in più ci aggiungiamo qualche film che vale la pena vedere, come questo.
Se volete saperne di più la scheda del film è qui.
Pace in terra, ma per chi?
Hanno sempre lavorato in coppia, Matteo Botrugno e Daniele Coluccini. Cortometraggi, videoclip musicali. E ora un lungometraggio.
Il primo per i due giovani registi romani, che hanno scelto di restare nella periferia della capitale per il loro “Et in terra pax”, che proietteremo a Rebeccu nella prima sera, venerdì 19 agosto, sullo schermo in piazza Santa Giulia (la scheda è qui, sul nostro sito).
La storia intreccia le vite di personaggi diversi: chi esce di prigione e ricade nella stessa trappola, chi cerca indipendenza vendendo il proprio corpo, chi arriva al punto di rottura di un rapporto considerato indissolubile. C’è desolazione, disagio e violenza. Ma non solo, come spiegano i due autori.
Abbiamo scelto di soffermarci sulla psicologia dei personaggi più che sul degrado, sulla disperata ricerca di una direzione da seguire più che sulle ragioni sociali dell’emarginazione.
Sono loro stessi a descrivere il luogo che hanno scelto come set, e a raccontarne i motivi:
Il “Serpentone” del quartiere Nuovo Corviale ci è sembrato il luogo più adatto per raccontare un microcosmo di destini ed esistenze intrecciati fra di loro.
L’immenso e isolato palazzo che fa da sfondo alla storia è un’ombra che opprime e che allo stesso tempo protegge, che logora e che crea nuovi fermenti vitali: è un’isola, un quartiere, un’intera città, è la metafora stessa della vita di ogni individuo.
Violenza, degrado e un linguaggio forte. E Vivaldi.
Io devo andare alla chiesa di sant’antonio, tu lo sai dov’è?
Un bambino a piedi scalzi, le stradine della Sardegna, una chiesa a cui arrivare.
“Sa Gràscia” di Bonifacio Angius è il film con cui apriamo questa quinta edizione del Rebeccu Film Festival, venerdì 19 agosto all’ostello di Rebeccu alle 17. È anche il film che inaugura la sezione “Sguardi fuori dal mare” sul cinema indipendente sardo. Le riprese sono state fatte nella zona di Ploaghe, e molti dei volti che vedrete sono quelli delle persone che abitano lì. Dall’isola li film è volato subito a Buenos Aires, dove è stato presentato in anteprima alla Mostra del cinema di San Paolo.
Un’opera deliziosa sulle piccole cose e le grandi domande.
Se volete saperne di più date un’occhiata alla scheda sul sito e al video che presenta il film.
Quinta edizione, tutti pronti?
Ed eccoci arrivati alla quinta edizione del Rebeccu Film Festival. Se siete già stati dei nostri negli anni passati saprete certamente quali meraviglie possa nascondere la piccola frazione di Bonorva. Noi, per non farci mancare niente, organizziamo in questo minuscolo borgo medievale tre giornate con proiezioni di film indipendenti e coraggiosi. Se non ci conoscete ancora, tornate qui nei prossimi giorni, e vi racconteremo che cosa succederà quest’anno nel borgo. Vi aspettiamo a Rebeccu!
Nel frattempo, però, date un’occhiata alla locandina.






